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Perché nessuno parla di Laudate Deum di Papa Francesco?

Il 4 ottobre, nel giorno in cui si festeggia il Patrono di Italia San Francesco, Josè Bergoglio, che al santo di Assisi è legato tanto da averne preso il nome da pontefice, ha pubblicato l’esortazione apostolica Laudate Deum.

Il cuore della riflessione papale è l’ambiente, argomento trattato senza approcci velleitari ma con la piena consapevolezza che il cambiamento climatico sta producendo morte, instabilità geopolitica, recessione economica e paura per le prossime generazioni.

Forse perchè sovrastata dal precipitare del conflitto israelo-palestinese, la denuncia di Papa Francesco non ha avuto nel dibattito pubblico lo spazio che meriterebbe.
O forse, proprio il richiamo ad agire senza più ipocrisie, ha prodotto una forma di silenzio da parte delle classi dirigenti che suona da esame di coscienza.

Silenzio che però, in vista COP28 a Dubai, non può diventare inerzia, visto che la posta in gioco è il futuro dell’umanità. Desideriamo condividere uno dei passaggi più duri ma allo stesso illuminanti della Laudate Deum:

P𝘰𝘯𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘦 𝘢𝘭𝘭’𝘪𝘳𝘳𝘦𝘴𝘱𝘰𝘯𝘴𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘢 𝘪𝘯 𝘨𝘪𝘳𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢 𝘭𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘢𝘮𝘣𝘪𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘦, “𝘷𝘦𝘳𝘥𝘦”, 𝘳𝘰𝘮𝘢𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢, 𝘴𝘱𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘳𝘪𝘥𝘪𝘤𝘰𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘦𝘤𝘰𝘯𝘰𝘮𝘪𝘤𝘪. 𝘈𝘮𝘮𝘦𝘵𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘭𝘦𝘮𝘢 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰 𝘦 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘪𝘯 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘢𝘮𝘱𝘪𝘰 𝘦 𝘢 𝘷𝘢𝘳𝘪 𝘭𝘪𝘷𝘦𝘭𝘭𝘪. 𝘗𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘩𝘪𝘦𝘥𝘦 𝘶𝘯 𝘤𝘰𝘪𝘯𝘷𝘰𝘭𝘨𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪. 𝘈𝘵𝘵𝘪𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘭’𝘢𝘵𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘪𝘯 𝘰𝘤𝘤𝘢𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘊𝘰𝘯𝘧𝘦𝘳𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘴𝘶𝘭 𝘤𝘭𝘪𝘮𝘢, 𝘭𝘦 𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘨𝘳𝘶𝘱𝘱𝘪 𝘥𝘦𝘵𝘵𝘪 “𝘳𝘢𝘥𝘪𝘤𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘪”. 𝘐𝘯 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘵𝘢̀, 𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘰𝘤𝘤𝘶𝘱𝘢𝘯𝘰 𝘶𝘯 𝘷𝘶𝘰𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘯𝘦𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘦𝘴𝘴𝘰, 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘰𝘷𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘦𝘴𝘦𝘳𝘤𝘪𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘢𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢 𝘢𝘥 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘦̀ 𝘪𝘯 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘰 𝘪𝘭 𝘧𝘶𝘵𝘶𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪. 𝘚𝘦 𝘤’𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘴𝘪𝘯𝘤𝘦𝘳𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘢 𝘧𝘢𝘳 𝘴ı̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘊𝘖𝘗28 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘢, 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘪 𝘰𝘯𝘰𝘳𝘪 𝘦 𝘤𝘪 𝘯𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘪 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘪, 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘳𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘳𝘤𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘷𝘪𝘯𝘤𝘰𝘭𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘵𝘳𝘢𝘯𝘴𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦𝘯𝘦𝘳𝘨𝘦𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘣𝘣𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘵𝘳𝘦 𝘤𝘢𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦: 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘦𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘷𝘪𝘯𝘤𝘰𝘭𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘧𝘢𝘤𝘪𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘮𝘰𝘯𝘪𝘵𝘰𝘳𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪. 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘢𝘭 𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘢𝘷𝘷𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘤𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪𝘢 𝘥𝘳𝘢𝘴𝘵𝘪𝘤𝘰, 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘯𝘴𝘰 𝘦 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘴𝘶𝘭𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪”.

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